Ero Maddalena (Puntoacapo Edizioni, 2013)

Ero Maddalena (Puntoacapo Edizioni, 2013)
Dall'ascolto di una delle figure più controverse delle donne della Bibbia, nasce il poemetto "Ero Maddalena" monologo intimo e doloroso di una donna dei nostri giorni. Un lavoro di carne e sangue, di spirito e inconscio, che affronta le problematiche femminili della violenza e della fede nell'ottica della figura più vicina a Gesù, da lui stesso scelta quale compagna di viaggio per le sue missioni profetiche. Un'attualizzazione che forse mancava. Il poemetto esce con due splendide note: la prefazione di Gabriella Sica e la postfazione di Rosa Elisa Giangoia, impreziosito dall'immagine di copertina di Maurizio Caruso.

lunedì 31 agosto 2009

Cinzia Demi in Tourneè

sabato 5 settembre 2009 ore 19.00 c/o il Caffè Letterario
IL CAFFE’ SOTTO IL MARE
Via Libertà T R A P A N I
Presentazione del libro di Cinzia Demi
IL TRATTO CHE CI UNISCE
Ed. Prova d’Autore
(segnalazione di merito al prestigioso Premio Inter.le di Poesia Marineo 2009)
Interverrà la Prof.ssa Rosa Maria Ancona
(presidente dell’Ass.ne Inter.le d’Arte e Cultura Thalia)
Intermezzi musicali del gruppo Kamesena Folk
vocalista Alberto Noto chitarristi Vito Fiorino E Gianni Patricolo
***
Librerie.coop Lugo, Centro commerciale GloboVia Foro Boario 30 (interno 19)
Venerdì 18 settembre 2009 alle ore 18 Presentazione del libro di Cinzia Demi
Incontriamoci all’Inferno
Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri
(Edizioni Pendragon)

Ne parla con l’autrice il prof. Marco Antonellini
Per informazioni 0545 20311
***
Librerie.coop Esp, Centro Commerciale ESPVia Marco Bussato, 120 - 48100 Ravenna
Venerdì 25 settmbre 2009 alle ore 18 Presentazione del libro di Cinzia Demi

Incontriamoci all’Inferno
Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri 
(Edizioni Pendragon)
Ne parlano con l’autrice il Prof. Marco Antonellini e la Dott.ssa Angela Barlotti – biblioterapeuta
Per informazioni 0544 408230

giovedì 20 agosto 2009

INAUGURAZIONE MOSTRA DI
MAURIZIO CARUSO
"PORRETTA, COLORI D'ESTATE"
Nella foto da sx:
Alessandro Tonarelli, scrittore giornalista critico d'arte,
il maestro Aristodemo Capecchi, Cinzia Demi,
il Padre Superiore Don Gianni Golinelli, Maurizio Caruso.
Si è svolta domenica 16 agosto alle ore 16.00, nella sala espositiva dei Cappuccini di Porretta Terme l'inaugurazione della mostra di pittura e grafica di Maurizio Caruso, definito dal critico Alessandro Tonarelli "l'evento clou dell'estate dell'Appennino Tosco Emiliano, per la valenza delle opere e il prestigio del nome ospitato. Il luogo, adattissimo al messaggio cristiano universale del pittore, non poteva essere scelto che in questo modo". Unanimi i commenti e gli apprezzamenti ai lavori del maestro Caruso che saranno visibili fino al 29 agosto. Durante la serata sono stati letti brani di poesia dal libro di Cinzia Demi "Il tratto che ci unisce" ed. Prova D'autore.

lunedì 10 agosto 2009

M A U R I Z I O C A R U S O

“P o r r e t t a, c o l o r i d’e s t a t e”
Mostra di pittura e grafica
dal 16 al 29 agosto 2009
Sala Espositiva dei Cappuccini – Via Mazzini 1

Inaugurazione domenica 16 agosto 2009 - ore 16.00


Interverranno
Dott. Marco Tamarri, responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Porretta,
Cav. Alessandro Tonarelli, giornalista e critico,
Padre Gianni Golinelli

Durante la serata verranno lette poesie di Cinzia Demi
dal libro “Il tratto che ci unisce” * – Ed. Prova d’Autore
*segnalazione di merito al prestigioso
Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo” 2009
orario della mostra: 10.00 - 12.00 / 16.00 – 20.00
sabato e domenica fino alle 23.00

venerdì 31 luglio 2009

Designati i vincitori della 35^ edizione del Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo”

Sono stati designati i vincitori della 35^ edizione del Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo”. Il 6 settembre, nella tradizionale cornice del Castello Beccadelli Bologna, il premio internazionale verrà consegnato ad Aldo Forbice, personalità di primo piano del giornalismo contemporaneo e noto conduttore del programma radiofonico Zapping, che in tutti questi anni, dai microfoni della RAI, ha condotto le sue battaglie quotidiane per la difesa dei diritti umani. Determinante è stata la sua battaglia per salvare la vita di Safiya Husseini e Amina Lavai, due donne condannante alla lapidazione in Nigeria, e la giovane Kobra, condannata a morte in Iran, per la quale sono state raccolte oltre un milione e mezzo di firme in tutto il mondo e la cui pena è stata sospesa definitivamente. Con tale conferimento la giuria “ha inteso riconoscere le qualità professionali di un grande giornalista che con il suo tam- tam radiofonico ha richiamato l’attenzione di tutti sull’urgenza di rendere il nostro mondo più umano e certamente più tollerante”. Nell’ambito della poesia edita in lingua italiana la giuria ha attribuito il primo premio, ex aequo ai poeti Maria Rita Bozzetti per l’opera “Monade arroccata” – Lepisma editore e Giovanni Granatelli per la silloge “Giuramento” – Edizioni Mobydick. II secondo premio è stato assegnato a Francesco Marani per l’opera “L’inesistenza” – Book editore. Il terzo premio è stato attribuito al poeta Crescenzo Cane per l’opera “I miei ultimi settant’anni” – Edizioni Offset Studio. La qualità delle opere presentate ha fatto sì che la Commissione giudicatrice esprimesse inoltre segnalazioni di merito per i poeti Roberto Dall’Olio, Cinzia Demi, Antonella Dona, Edith Dzieduszycka, Francesca Luzzio, Emilio Tabasco. Nella sezione edita in lingua siciliana il primo premio è stato attribuito al poeta Biagio Guerrera per l’opera “Cori niuru spacca cielu” – Edizioni Mesogea. Il secondo premio ad Adriano Di Stefano per l’opera “Pinzeri di passaggiu” - Edizioni Prova d’autore, mentre il terzo premio è stato assegnato a Flora Restivo per la silloge “Po essiri” – Edizioni Camperi. Nella stessa sezione sono stati ritenuti degni di segnalazione i poeti Anna Bellina Alessandro, Franca Cavallo, Lorenzo D’Acquisto. Per quel che concerne la sezione inedita in lingua siciliana il primo premio è andato al poeta Michelangelo Grasso per la lirica “Sciumara“; il secondo è stato attribuito a Salvatore Carlucci per la lirica “Puntu“, mentre il terzo è stato attribuito a Michela Rinaudo La Mattina per la lirica “La sciallina“. In tale sezione sono state ritenute degne di segnalazione le liriche dei poeti Salvatore Argento, Francesco Leone e Salvatore Maragliano, Inoltre, la Giuria ha deciso di attribuire un riconoscimento speciale per l’originalità inventiva e la sperimentazione linguistica alla poetessa Bianca Menna, in arte Tomaso Binga, per l’opera ” Valore vaginale” – Edizioni Tracce. A testimonianza dell’affermazione e del prestigio raggiunti dal “Marineo” valgono i nomi di Giuseppe Fava, Antonino Zichichi, Andrei Siniasvsicj, Raphael Alberti, Giorgio Albertazzi, Bruno Vespa, Evgneij Evthushenko, Luc Montagnier, recente vincitore del Premio Nobel, Turi Ferro, Lando Buzzanca, Paola Gasman, Ugo Pagliai e Luigi Lo Cascio, che hanno dato, con la loro presenza nel piccolo centro, un determinante contributo alla sua qualificazione. Così come nelle scorse edizioni la rassegna viene curata dalle Fondazioni Culturali “Gioacchino Anone”.

giovedì 9 luglio 2009

Non mancate a questo
passionale appuntamento
"P O E TA N G O"
Martedì 21 luglio 2009
ore 20.30
San Lazzaro di Savena

Poesia, Musica, Tango e buona cucina in Piazza

Continuano gli eventi organizzati da Amarcord caffetteria in collaborazione con Aestene e DoppioClickArt per la rassegna Degustando la Cultura.

Il 21 luglio, alle ore 20.30, piazza Bracci, la piazza principale del comune di San Lazzaro, sarà lo scenario di POETANGO, uno spettacolo di Poesia, Tango e Musica, accompagnato da un ricco menù per una cena unica nel suo genere.
La poetessa Cinzia Demi leggerà poesie di Garcia Lorca, Pablo Neruda e testi dal suo libro
" Il tratto che ci unisce".
Alla chitarra ci sarà il maestro Riccardo Farolfi e i ballerini Monica Caselli ed Antonello Rocchetta allieteranno con esibizioni di tango argentino.
E' gradita la prenotazione per un massimo di 100 persone.
Il costo dello spettacolo e della cena a tema è di 35 euro.

Per informazioni e prenotazioni:
C/o Piazza Bracci, San Lazzaro di Savena, Bologna
Tel. 051.627.17.62, 335.160.62.72
info@aestene.com , http://www.aestene.com/

giovedì 2 luglio 2009


Basilica di S. Apollinare Nuovo • Ravenna •
sabato 18 luglio 2009
dalle ore 9.30 alle ore 17.00
grazie alla ospitalità del Centro Dantesco si riflette sul tema

L’altro fuoco. L’esperienza della poesia


saluto di Fra Maurizio Bazzoni ofmconv (direttore del Centro Dantesco)
interventi magistrali di Antonio Spadaro e Massimo Sannelli
interventi di

Matteo Fantuzzi “Lettura di poesie”
Nicoletta Verzicco “Mi porse la mano accogliente…”
Alessandro Seri “A Firenze”
Chiara De Luca “Libertà vo cercando”
Pierluigi Lanfranchi “Un tempo infernale”
Guido Passini “Il fuoco – l’inferno”
Ardea Montebelli “Ma il cielo ci cattura”
Alfonso Maria Petrosino “XXXIV Canto del Paradiso”
Manuela Racci “Sul valore curativo della Divina Commedia”
Stefano Leoni “Il dono”
Caterina Camporesi “La poesia come passione per la ricerca dell’oltre”
Federico Cinti “Sepculim salutis”
Andrea Parato “Il mio Dante sullo scaffale”
Luca Ariano “Cttà perdute”
Roberto Cogo “Poesie”
Cinzia Demi “Incontriamoci all’inferno”
Rosa Elisa Giangoia “Memorie dantesche di un poeta di oggi: Guido Zavanone”
Filippo Amadei “Un fuoco che redime”

dibattito con il pubblico e interventi flash di
Anna Maria Tamburini, Giovanna Missiroli, Mariangela De Togni, Antonio Fani, David Aguzzi, Daniela Mena, Angela Barlotti, Salvatore Ritrovato, Brunella Bruschi, Andrea Lanfranchi…
http://www.faraeditore.it/
info@faraeditore.it – tel. 0541-22596
Centro Dantesco, Ravenna, http://www.centrodantesco.it/info@centrodantesco.it

giovedì 25 giugno 2009

Selva Malzezzi - Molinella "Voci dal buio" poesie in dialetto romagnolo di
Arnaldo Morelli
presentazione di Cinzia Demi



La copertina di "Voci dal buio" è stata realizzata dal maestro Maurizio Caruso
presente alla serata con l'originale dell'opera
Si è svolta Mercoledì 17 giugno 2009 a Selva Malvezzi la presentazione del libro di Arnaldo Morelli "Voci dal buio", poesie in dialetto romagnolo, edito da Pendragon. Alla presenza di oltre cento persone, in un'atmosfera gioviale, un buon lambrusco e un complessino di chitarre e mandolino hanno sottolineato i momenti più salienti, con calici alzati in brindisi augurali e con musiche riprese dall'Orchestra Casadei e dai ritmi popolari di tradizione romagnola. Ospiti della serata Gianfranco Lauretano, Marco Antonellini e Cinzia Demi, curatrice del libro e della presentazione. Belle le poesie, bella l'ospitalità, complimenti all'autore per averci regalato questi momenti.


Dalla presentazione di Cinzia Demi:


La poetica di Arnaldo Morelli ci porta, senza dubbio, un messaggio di comunicazione trasparente. Non quella dell’ovvietà del “si dice, si fa…”, dove tutto rende superflua l’indagine e l’approfondimento, non quella frutto di una curiosità che è dovunque e in nessun luogo. Lungi dall’essere distratto, dall’essere incapace di soffermarsi lo sguardo comunicativo di questo poeta si rivolge, in prima battuta, ai gesti di vita quotidiana, al “contadino che si è svegliato/ancor prima del gallo/e va a riempire la valle/coi suoi versi./Una biada per i buoi…” , alla vita semplice da bravo ragazzo di campagna di Brev ragaz “si era croci al vento/aquiloni di stracci/però molto contenti/perché buoni ragazzi…” dei quali coglie gli emblemi e i significati che esprimono il suo senso della vita, fatto di dubbi e smarrimento, come se a guardare fosse, ancora una volta, quel “fanciullino” di pascoliana memoria.
Nel passaggio dalla vita di campagna al lavoro di città, dove si ritrova “… solo fra scontenti” fra “Gente che alla mattina sognava facesse sera…”, nel poeta c’è tutta la consapevolezza di una contraddizione della realtà sociale, di un Pasolini che non sfugge aver assimilato, in cui le trasformazioni, pur volte ai miglioramenti, portano sofferenza perché accompagnano sempre una perdita di qualcosa “Che adesso non mi bagno più i piedi nella rugiada/non mando più una vacca a pascolare/non levo più le erbacce dalle entrate/non gioco più vicino alle farfalle”. Ed è come se la solitudine improvvisamente si appropriasse degli spazi più vitali, una solitudine globale, planetaria dove l’uomo si sente “… un prigioniero legato/a una catena di montaggio” che gli fa tristemente dire “io sono prigioniero e accanto a me/c’è un ingranaggio, un ingranaggio…” e che non è la stessa che potrebbe accompagnarlo a sperimentar se stesso ma è una solitudine che, mentre le accomuna, annienta le varie identità negandogli il tramonto, ossia l’avvento verso un nuovo modello di umanità.
Del resto di umanità c’è n’è parecchia nelle poesie di Morelli, non scevre neanche da echi Ungarettiani di evocative memorie di guerra “perché cannoni contro voci e gente?/Si va veloci su questo frangente/c’è fretta di tornare a far rumore/Un minuto di silenzio sbatte il cuore/di fronte al sasso a non dimenticare” dove il sapiente gioco di semantica delle parole del frangente bellico cannoni/sassi con quelle del dolore e del sentimento voci,gente/cuore, raccontano bene anche questi momenti di esperienze vissute, passando dalle immaginabili eppur certe sofferenze.
Il poeta per fortuna si riscatta e torna a vivere nell’amore per le donne e nell’amicizia per gli uomini. Per ognuno coglie un senso d’esistenza, un particolare che distingue, un affetto che arricchisce. Così Giulia a cui “stringono i vestiti”, Mira “che dove butto gli occhi io c’è amore e poesia”, Marisa per la quale I Girasul “sono sbagliati/sono all’incontrario/Chi li gira così/ qua verso te?...”, Anna che ad “…immaginare le mani tra i tuoi capelli/che odo nella testa un suono d’orchestra”, Nanà che “Lascia la chiave nella toppa/affinché io non bussi…” assurgono tutte a figura di Beatrice dantesca come se si volesse “dire di” loro “quello che mai non si disse d’alcuna” e attraverso di loro “al lettor ben gli occhi al cielo alzare” , in una girandola di racconti, evocazioni e suggestioni del fascino della bellezza femminile, che trasportano il poeta in un vortice di passioni, la più forte delle quali è, però, quella per la madre, guarda caso Maria, alla quale egli si rivolge con un rispettoso quanto idolatrante “Voi”: “Do del voi a mia madre/Nel nostro tempo insieme/mai ha detto di farmi da parte/ Mai ha detto di darle del tu/Dalla mia parte anch’io/non mi sono mosso più di tanto/C’è rimasto un gradino/che non mi viene di salire”.
Ma anche per gli uomini c’è un filo conduttore che racconta, che regala immagini in cui tutti possono trovare volti conosciuti. Chi non ha mai sentito parlare di uno come Xilocchi che era “un uomo da poco”, “dentro ai libri la sua storia non la troverete”, “Era uno che lavorava come tanti”, “Ma del male non ha fatto di sicuro/Mai ha avvelenato un campo/o un fiume, o un pezzo di cielo..”, “era un uomo, uno che è passato/senza passare per la storia”, chi non ha mai avuto a che fare con uno come Cesarino che “Nel suo cantuccio” “creava chitarre e violini/che poi non vendeva/non hanno un valore/Diceva: Son qua/con le corde tirate/aspettano un contatto”, chi non ha mai sentito cantare uno come Primo dla Rafae’la che ha “occhi e capelli al cielo tra nubi e stelle/occhi e capelli al vento che par volare”? Insieme, questi uomini e altri, uniti in uno stesso cammino possono aprirsi all’orizzonte del possibile, per dare un senso comune alla vita, possono rincorrere anche un’utopia, che valga come direzione e non come meta, per orientarsi oltre l’esistente e verso il futuro in una progettualità, che è fonte stessa d’esistenza.
Infine uno sguardo alla lingua usata dal poeta, il dialetto romagnolo, quello dal quale era imprescindibile l’uso per realizzare, secondo la sensibilità del poeta, testi di così fatto impatto emotivo. Morelli ama le sue origini, quelle zone tra Meldola e Rocca delle Caminate nel forlivese, e usa il suo dialetto come un fiore che accarezza i pensieri, per renderli più dolci e fruibili al lettore “Però i miei pensieri son lì/in quel puntino/che appena posso in quel puntino/ci appoggio la penna/Caro dialetto come stai?/Ti scrivo per tener vivo il tuo suono”. E non c’è dubbio che non ci riesca. Così come risulta chiaro che le frequenti parole tronche di questo linguaggio, e il riproporre spesso suoni e versi di animali, producono una musicalità dal ritmo sincopato che si inserisce in una dimensione quasi da filastrocca, non sminuendo mai ma, anzi, contribuendo a dare alle immagini una connotazione romantica. Del resto Morelli è un romantico del suo tempo, un appassionato di poesia che dice di se stesso “non sarò mai capace di buttare via/nemmeno un foglio di questa mia passione”, “tra me e me attraversano il mio tempo/Non posso dopotutto liberarmene/di queste carte come fosse niente/vorrebbe dire gettare via il mio mondo”, “E tutte le volte che ci vado attorno/la pelle d’oca ho per volare/Con queste storie d’amore, e di dolore”.